In una domenica a caso, di un casuale pomeriggio di novembre, ad un gruppo di giovani dalle menti complesse, è accaduto qualcosa di imprevedibile. Di cosa stiamo parlando? Della seconda puntata del laboratorio Mani in pasta! Ad accoglierci, oltre alla stupenda cornice del Santuario di Fanna, un grande foglio bianco su cui don Dario ci ha chiesto di rappresentare noi stessi con un disegno. A partire da qui ci siamo posti alcune domande: è possibile conoscere se stessi fino infondo o c'è qualcosa che ce lo impedisce? Chi dice che sono fatto proprio così come penso di essere? A che età diventiamo consapevoli di noi stessi? C'è differenza tra ciò che sono e ciò che faccio? Come vediamo la realtà che ci circonda? Come uscire da quegli schemi mentali che ci fanno vedere le cose sempre allo stesso modo? Cos'è la libertà? Sono certamente domande complesse le cui risposte non si possono interiorizzare ed accettare così facilmente, ma abbiamo imparato che per poter vivere la nostra vita serenamente dobbiamo abbandonare l'idea che la realtà ci appartenga, che possiamo tenerla sotto il nostro controllo.  Dobbiamo invece allenarci nel mantenere un dialogo aperto tra quelle che sono le nostre azioni e quelli che sono i nostri pensieri e punti di vista. E in questo processo Gesù ci viene in aiuto. Le risposte ce le ha date anche il Vangelo, in particolare il capitolo 9 di Giovanni. Non ci resta che attendere il terzo appuntamento per scoprire ancora qualcosa di nuovo su noi stessi e per aprirci a nuove domande.