Per noi cristiani è importante ricordarci un particolare, non di poco conto, che Dio, nel Verbo Gesù, si è fatto carne (cfr Gv 1,14). Questo ci sta a dire come Egli si sia compromesso fino in fondo con l’umanità che ha creata e pensata da sempre. Si è sporcato le mani sia del fango con cui ci ha plasmati (Gen 2,7), sia del sangue con cui ci ha redenti e salvati (cfr. 1Cor 6,15-20).
Noi cristiani, specialmente aderenti di Azione Cattolica, abbiamo questa missione da testimoniare: di fede, di amore e di passione che si concretizza nell’attenzione alla formazione, all’educazione, ma anche al mondo. Alla vita del mondo! A ciò che succede nella nostra Italia e nel nostro territorio. Non siamo disincarnati, ma viventi in un territorio che ci chiede, ora più che mai, di metterci in gioco fino in fondo. L’Azione Cattolica insegna ad impegnarci, come laici, a portare il Vangelo in ogni ambiente abitato.

Insegna ad essere “audaci” provando a lasciare da parte lamentele sterili, per portare parole fruttuose (possibilmente nate dalla Parola).
E’ importante mettersi in gioco, concretamente, con scelte evangeliche e sociali che abbiano come sfondo i principi e i valori cristiani che viviamo come battezzati, discepoli ed aderenti. È essenziale tornare a dare sostanza, oserei dire “carne”, alla nostra spiritualità per far vedere come anche noi possiamo dare e dire parole rilevanti. Il Vangelo va pregato, meditato e poi vissuto. Il Vangelo va incarnato nella nostra storia che ci porta ad interessarci del momento che stiamo vivendo e ci porta ad essere persone attive nella vita pubblica, sociale e di fede.
Una spiritualità che non si incarna, è una spiritualità fasulla e che ci illude. Invece una spiritualità "incarnata" aderisce alla vita e la plasma, la rende feconda ed attiva, partecipativa e generativa.